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Michele Placido è Re Lear

di Martina Gipponi
Shakespeare in versione post-moderna: Michele Placido rilegge Re Lear e il San Domenico inaugura la sua stagione con i temi del potere, dell’amore e della pazzia. Preceduto da un doveroso omaggio a Francesco Edallo, autore teatrale cremasco recentemente scomparso, questo re Lear ha saputo riunire un numeroso pubblico, attratto dalla tragedia del Re che diventa pazzo e mendicante, interpretata da un attore con un così grande nome. La storia è nota: il Re che vuole “gattonare verso la morte” decide di dividere il regno tra le sue tre figlie Goneril, Regan e Cordelia. In un primo sintomo di follia senile chiede alle tre di cimentarsi nell’esprimere il loro amore a parole. L’unica a tirarsi indietro a questa indegna sfida è la minore e la più amata, Cordelia, che capisce come l’adulazione svilisca l’amore sincero. Per questo perde il favore del padre e l’eredità, ma il re di Francia, colpito dalla sua onestà decide di sposarla ugualmente.
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