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Viale di Santa Maria, arch. Edallo: “I binari sono parte di un territorio, dove vive gente con la sua storia, i suoi usi e i suoi valori”

Riceviamo e Pubblichiamo
Il Comitato “Salviamo lo storico viale di Santa Maria” ha condiviso la considerazione dell'architetto Edoardo Edallo sul viale di S. Maria della Croce di Crema: “Il viale di S. Maria è un piccolo gioiello (storico - ambientale - urbanistico - religioso) con cui, 200 anni fa, l’Amministrazione comunale napoleonica volle unire strettamente la Città murata di Cremacon il Santuario rinascimentale di S. Maria, legandole a partire dalla Rotonda (o Piazza Ellittica) e dai Giardini pubblici, ricavati nell’ultimo bastione rimasto, quello del Castello. (…) Quando furono realizzati il Canale e la Ferrovia, l’assetto ambientale del viale rimase lo stesso, compreso, rispettato e goduto, tanto dai cittadini del centro, quanto dai campagnoli di S. Maria. Adesso si vuole rompere l’equilibrio e sostituirlo con rotture e cesure, mascherate da insignificanti novità di nome tecnico, che non cambiano la sostanza. I muri di chiusura del passaggio a livello, anche se migliorati, continueranno a ricordare i disastri della guerra, che vediamo ogni giorno in televisione. I sottopassi delle ferrovia ormai sono tre. Tutti e tre funzionano per le auto, ma presentano difficoltà a biciclette e pedoni (per non parlare di neonati e handicappati in carrozzina). Adesso chi spinge per il sottopasso pedonale del viale pensa a soluzioni tecniche speciali con costi altissimi (manca solo l’offerta di aperitivo nel punto basso), credendo che basti la tecnica a dare continuità al tracciato, inevitabilmente spezzato. (…) Le Ferrovie vedono solo i binari e si può anche capire; ma i binari sono parte di un territorio, dove vive gente con la sua storia, i suoi usi e i suoi valori. Non esiste solo il traffico ferroviario: non tutti i passaggi a livello possono essere chiusi. (…) Adesso, chiuso il passaggio a livello, il traffico tra Crema e S. Maria è deviato sul nuovo sottopasso vicino alla stazione. Nessuno però ha pensato che con questo sottopasso il passaggio a livello può rimanere aperto. Basta mettere due semafori agli incroci del viale con via Gaeta e via Stazione che bloccano il traffico sul viale quando passa il treno e lo deviano verso il sottopasso. Oltre a conservare la continuità del viale (che è il principio più sano), i costi sarebbero risibilmente inferiori. Ma forse è troppo facile o troppo poco tecnico.”













