Fiorella Mannoia a Cremona si racconta con gusto e aneddoti

di Alex Mutti

Una carriera rivissuta in oltre due ore di concerto. Non ha deluso i fedelissimi fan cremonesi Fiorella Mannoia, che proprio dalla città del Torrazzo ha scelto di aprire il suo nuovo tour teatrale. Il Ponchielli è andato completamente esaurito per la cantate romana, una risposta che conferma Cremona come una delle roccaforti di Fiorella Mannoia. E il feeling si vede da subito: un'ovazione la accoglie, mentre il gruppo suona le note di “Un bimbo sul leone”, il classico di Adriano Celentano che segnò anche il debutto di Mannoia a un Festival di Castrocaro alla fine degli anni Sessanta. Dai Sessanta agli Ottanta, grazie a una serie di successi come “Caffè nero bollente”, “Come si cambia”, “Amore bello” di Claudio Baglioni, “Quello che le donne non dicono”, “Le notti di maggio”, “La giorstra della memoria”, “C'è tempo” di Ivano Fossati, “La storia” di Francesco De Gregori”. Due tempi di concerto per mettere insieme il meglio di tanti altri colleghi: fanno capolino per esempio “Messico e nuvole”, “Sally”. Il concerto si chiuderà solo con il successo di inizi anni Novanta di “Il cielo d'Irlanda”. 

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