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Il linguaggio (transeunte) dei potenti e la parola (eterna) di Dio

di Cristina Cappellini, già Assessore Regionale alla Cultura
Le cronache dei giorni scorsi hanno portato alla ribalta una questione che da duemila anni si ripropone ogniqualvolta il potere temporale si sente minacciato da quello spirituale, in particolare se si tratta di etica (dai “principi non negoziabili” - per dirla con Papa Benedetto XVI – ad altri temi che spesso bussano alla coscienza dei potenti della terra). In questo particolare momento storico è la guerra il tema cardine che vede da tempo forti appelli e decise prese di posizione da parte di Papa Leone XIV, in particolar modo quando la brutalità bellica si accanisce su civili innocenti e popolazioni inermi. Quando leader ed élite mondiali sembrano essere dominati dal Demonio, anziché illuminati dalla luce della Grazia, del buon senso e del bene comune. Ma, come le denunce di Giovanni Battista nei confronti di Erode Antipa causarono la sua condanna e decapitazione, e le predicazioni di Gesù Cristo furono uno scandalo per i potenti del tempo, una minaccia alla loro sfera di influenza che andava estirpata addirittura con la morte in croce, ecco che ancora oggi chi si crede il Dio (della guerra) in terra si sente disturbato dalla voce di un Papa che parla di pace e di diplomazia.
Ampio servizio sul numero di venerdi 17 aprile 2026













