Ventunesima puntata - “La Divina Comedia”, reinterpretata a cura di Luigi Dossena

Nelle scorse settimane abbiamo iniziato a pubblicare, così come lo stesso autore dichiara, la novità della realizzazione “La Divina Comedia”, reinterpretata a cura di Luigi Dossena. Oggi affronteremo la ventunesima parte. La Direzione e la Redazione declinano ogni responsabilità per quanto dichiara e per il contenuto trasmesso dall’autore Luigi Dossena. 

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29 agosto 1990

“Mister fantasy” (al secolo, anzi nei secoli, il “mio” Umberto Bossi) sgancia sulle pagine di tutto il Bel Paese, il “Paese du’ sole”, una sesquipedale fake news (ante litteram): “Tra il 1986 e il 1987 c’erano 300.000 armati pronti nelle Valli Bergamasche!”. Noi nella Valle Seriana eravamo in tre, ma non armati. Apriti cielo! A Roma sbroccano tutti, figuratevi il Presidente della Repubblica, quello in odor di santità il piissimo Oscar Luigi Scalfaro! Furbescamente, Umberto Bossi scarica su Silvio Berlusconi la sua intemerata (i 300.000 armati) motivandola come un agguato verso la Lega Nord per portare al voto e chiudere la legislatura. Mah!

 

15 novembre 1994

Umberto Bossi ospita nel suo spartano bugigattolo romano, un bilocale demodé al limitare della Città Eterna, Massimo D’Alema e Rocco Buttiglione ed intavolano un vero e proprio “golpetto” versus Berlusconi. Ai due convenuti, che giunsero a mani vuote, il Senatùr offrì Coca Cola, birra, pan carré e due scatole di sardine. Ed oplà, verrà scodellato in quella notte di luna piena il cosiddetto “ribaltone”, stringendo il “Patto della sardina”. Tutto lo scacchiere della politica cambia!

 

4 dicembre 1994

Mino Martinazzoli, l’ex Ministro di Orzinuovi candidato del centro-sinistra a Sindaco di Brescia, vince l’elezione contro il candidato del centro-destra, il leghista e Ministro dell’Industria Vito Gnutti. Era chiaramente il segno del rapporto oramai consunto fra la Lega Nord e Forza Italia, fra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi.

 

20 dicembre 1994

Avviene in Parlamento il D-Day. Umberto Bossi prende parola e da consumato “mattatore”, con un occhio caldo e uno freddo (era un suo pensiero che di tanto in tanto intercalava), elegantissimo, così proferì: “Presidente Berlusconi, lei non è l’uomo della provvidenza! La Lega le toglie la fiducia”. Silvio Berlusconi dopo due giorni, il 22 dicembre 1994, salirà al colle e rassegnerà le dimissioni.

Iniziarono le trattative per evitare nuove elezioni. Per la Lega Nord, quale ambasciatore per allestire un nuovo Governo fu scelto il piacentino (anche lui mio amico) Pierluigi Petrini, era il Capogruppo alla Camera. Sono vivi tutt’e due e lo possono testimoniare! Umberto Bossi ed io, naturalmente con mio gazebo dei gadget della Lega, eravamo in quel di Bologna presso i Giardini Margherita. Ad un tratto mi avvicina una persona che avevo visto sui giornali ed in televisione: era l’ex ministro on. Franco Bassanini, quello della cosiddetta “Riforma Bassanini”. Gentilmente mi chiede dell’on. Pierluigi Petrini, che era nei paraggi dopo aver acquistato da me spillette di Alberto da Giussano in gran numero. Mi guardai in giro e lo vidi poco più in là e lo chiamai. Fu così che raggiunse l’on. Franco Bassanini e sparirono dalla “pazza folla”, appartandosi. 

 

17 gennaio 1995

Il Presidente Oscar Luigi Scalfaro dà l’incarico a Lamberto Dini di formare il governo sostenuto dalla Lega. In seguito, l’on. Petrini, lasciata la Lega, tornerà in Parlamento con “Rinnovamento Italiano”, formazione creata dai coniugi Linda Lanzillotta e Franco Bassanini (centro-sinistra), entrambi ex ministri. 


Nella prima foto: ButtiglioneD’Alema e Bossi dopo aver stretto il “Patto della sardina”

Nella seconda foto: il primo incontro tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, a Melzo (2 gennaio 1994)