Trentaquattresima puntata - “La Divina Comedia”, reinterpretata a cura di Luigi Dossena

Nelle scorse settimane abbiamo iniziato a pubblicare, così come lo stesso autore dichiara, la novità della realizzazione “La Divina Comedia”, reinterpretata a cura di Luigi Dossena. Oggi affronteremo la trentaquattresima parte. La Direzione e la Redazione declinano ogni responsabilità per quanto dichiara e per il contenuto trasmesso dall’autore Luigi Dossena. 

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“Il Patto della Merla”

“Concavi e convessi”. Questo è il dogma per chi vuol fare politica. Ebbene, il campionissimo di questa summa theologica era Silvio Berlusconi, anche grazie alla sua immensa disponibilità economica. 

Fu così che sul finire di gennaio del 2000 si stipulò il “Patto della Merla”. Erano i celebri 3 giorni della merla, i giorni più freddi dell’anno. A sinistra, invece, si stipulò il “Patto del Nazareno” sempre con Silvio Berlusconi. Ora, a destra, per non essere da meno, i grandi cerimonieri di questo “patto”, che è il fratello della Patta (politicamente parlando), si riunirono intorno al fuoco con tanto di tabarro e cappello. Umberto BossiSilvio BerlusconiGianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini… prosit! Fecero la cosiddetta “ammuina”: finte e controfinte, principi inderogabili, le libertà in nome del popolo sovrano, la Costituzione, De Gasperi, Aldo Moro, la Democrazia Cristiana (ultimo baluardo contro l’impero del male, la Sinistra). E da ultimo Silvietto sibilò: “Eh sì, tutti sanno che i comunisti mangiano i bambini”. Perciò stipularono l’accordo, con un solo pegno messo sul tavolo delle trattative da Gianfranco Fini: la Lega di Umberto Bossi doveva cambiare nome nel Paese e in Parlamento, da “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” a qualcos’altro. Così sentenziò il missino, scelto quale suo unico “delfino” da Giorgio Almirante. Alzandosi solennemente col ditino alzato verso l’alto proferì: “L’Italia è una e indivisibile”. Umberto Bossi chinò il capo e assentì. Da quel momento la sua creatura politica venne chiamata “Lega Nord Padania”

La presentazione pubblica dell’accordo del “Patto della Merla” avvenne presso la Fiera di Verona. Vidi Silvio Berlusconi scendere all’auto blu e stringere la mano a Umberto Bossi ed insieme presentarsi al Congresso dell’A.N.C.E e sedersi sulle poltroncine (verde padano) volute dal governatore veneto Luca Zaia. Colà, assisi e raggianti, in prima fila Gianni LettaGiuliano Urbani e Giulio Tremonti. Erano felici e rubicondi come solo i bimbi possono essere. 

Umberto Bossi e i suoi al lunedi si recavano sempre alle ore 20 per le cene, quelle non eleganti, ma dove si cenava veramente (che erano contestate da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini… contestate solamente perché non venivano invitati). Delle altre cene, quelle più famose, quelle eleganti con la MinettiRuby Rubacuori e il Bunga Bunga… soprassediamo.