Cremona - Inaugurata la Casa dell’Accoglienza, spazi rinnovati per restare ancora dalla parte dei più fragili

«Luogo di incontro, dialogo tra le generazioni e le culture, laboratorio fecondo da dove passano storie di Risurrezione», così S.E. il vescovo Antonio Napolioni ha definito la “nuova” Casa dell’Accoglienza di Cremona, presentata ufficialmente nel pomeriggio di martedì 5 maggio dopo la ristrutturazione. Non si tratta solo di nuove mura o nuovi spazi, ma di un nuovo modo di pensare l’accoglienza, condiviso con l’intera città. Dopo due anni di lavori, di riprogettazione degli spazi, la struttura, ora può ospitare 180 persone. Un luogo ricco di storia e di umanità, frutto certo di una tradizione antica di carità e volontariato che caratterizza il territorio (basti pensare al patrono sant’Omobono, laico della carità e dalla borsa sempre piena per aprirsi per i poveri), ma oggi anche segno di rinnovamento e ripensamento di cosa oggi voglia dire accogliere, a 40 anni dalla sua inaugurazione, voluta dal vescovo Enrico Assi, che aveva ereditato la struttura del Collegio Sfondrati.

Ampio servizio sul numero di venerdi 15 maggio 2026

 

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