PAC, OCM e innovazione: cosa cambia davvero per la zootecnia suinicola

Nel dibattito che ha riunito il prof. Gabriele Canali (Università Cattolica), l’ass. reg. all’Agricoltura Alessandro Beduschi e la consigliera europea dei gruppi Renew e Zootecnia Sostenibile Caterina Avanza, è emerso un messaggio semplice: la prossima PAC non è solo una questione di “quanti soldi”, ma di come li investiamo per tenere insieme redditività, resilienza e consenso sociale delle nostre filiere. Negli ultimi sessant’anni la PAC ha fatto crescere l’agricoltura europea, ha dato stabilità e spinta allo sviluppo. Oggi però il quadro cambia: sul tavolo c’è una proposta di taglio del 20% del budget e una maggiore flessibilità agli aiuti di Stato, che rischia di rinazionalizzare le politiche e creare squilibri nel Mercato Unico.  In parallelo si parla di capping dei pagamenti diretti, con tetto attorno ai 100mila euro e riduzioni progressive oltre certe soglie. Non è una rivoluzione: è il tentativo di spostare risorse da una logica “a pioggia” a una logica più mirata.

Ampio servizio sul numero di venerdi 17 ottobre 2025