Il prezzo del latte è crollato, allevatori in affanno costretti a buttarlo

Si moltiplicano nelle ultime settimane le notizie che riguardano allevatori costretti a buttare il  latte, perché non sanno a chi darlo e nessuno lo ritira. Da Pavia a Brescia a Cremona, quasi tutti i caseifici ne hanno già in abbondanza e persino donarlo è complicato. Alcuni centri offrono prezzi bassissimi per comprarlo, addirittura meno di 10 centesimi al litro. Dopo anni di crescita, negli ultimi mesi il prezzo del latte è diminuito fino a crollare tornando ai valori di dieci anni fa, valori che non sono neanche lontanamente sufficienti a coprire i costi di produzione. L’offerta è aumentata rispetto alla richiesta, ma d’altra parte quello del latte è sempre stato un mercato volatile. Ed è proprio per questo che la maggior parte della produzione viene venduta con contratti a lungo termine, che garantiscono il prezzo stabile. Il latte venduto al di fuori di questi accordi, ovvero il cosiddetto ‘latte spot’ (pari a una quota tra il 5% e il 10% dell’intero mercato) negli ultimi giorni viene pagato meno di 30 centesimi al litro, quando solo un anno il prezzo era circa il doppio. 

Ampio servizio sul numero di venerdi 06 febbraio 2026