Crema, la cava Alberti al centro di una interrogazione da parte dei consiglieri Degli Angeli e Draghetti

A Crema la cava Alberti torna a far parlare di sé: “Sono ancora molteplici i punti che meritano un chiarimento da parte del Comune. Per questo motivo, quest’oggi giovedì 12 maggio, abbiamo depositato un accesso agli atti indirizzato all’amministrazione comunale, con l’obiettivo di chiedere delucidazioni sull’annosa questione”. A spiegarlo sono Marco Degli Angeli e Manuel Draghetti rispettivamente consigliere regionale e comunale del M5S.

Il consigliere Degli Angeli ha quindi spiegato come in data 28/7/2021 avesse già depositato una interrogazione rivolta alla Giunta Lombarda (la n. 21236 - partecipazione dell’Ente Parco del Serio all’asta per l’acquisizione dell’ex cava di proprietà dell’Alberti Srl, nel territorio cremasco). “Il mio obiettivo è stato quello di chiedere, visto che l’area necessita di un recupero ambientale di cui avrebbe dovuto farsi carico il proprietario, se e quando il comune di Crema avesse escusso la fidejussione così da poter far fronte alle spese troppo onerose per l’Ente, e soprattutto quali fossero le intenzioni del Parco regionale del Serio, in merito all’acquisto dell’area, in termini di progetti di riqualificazione ambientale ”.

La risposta all’interrogazione fornita dall’assessore regionale Fabio Rolfi non lasciano dubbi:  le fideiussioni richieste dal Comune per un importo di 100.000 euro per recuperi ambientali ancora da eseguire e di 50.000 euro per opere stradali non verranno pagate poiché le polizze risultavano scadute già in data 12/06/2013, inoltre i pareri legali chiesti dall'ente parco non hanno portato alla scelta di chiedere l'esproprio non oneroso dell'area.

Aggiunge Draghetti: “Nell’interrogazione regionale si chiedeva anche se fossero previste azioni di rivalsa nei confronti del privato inadempiente da parte del Comune per gli interventi di ripristino e recupero ambientale. Secondo quanto disposto dalla L.R. 14/98, all’articolo 21 - spiegano Degli Angeli e Draghetti - viene chiarito come, nel caso la proprietà non compia le necessarie opere per il riassetto ambientale, al Comune spetti l’onere delle esecuzioni d’ufficio delle opere di riassetto ambientale a spese del contravventore. Significa ossia che il Comune dovrebbe avvalersi delle garanzie patrimoniali poste in essere al momento del rilascio dell’autorizzazione, e con queste procedere alla parziale riqualifica”.

Le domande dei due consiglieri pentastellati sorgono spontanee: A quanto ammontano tali garanzie e in che modo il Comune pensa di impiegarle, nel caso non abbia già iniziato a farlo?

Concludono Degli Angeli e Draghetti: “Considerando che il Comune è l’Ente a cui compete la vigilanza sull'esercizio dell'attività estrattiva, verrebbe da chiedersi come mai questi non si sia mai premurato di verificare che le fideiussioni non fossero scadute. Senza i necessari fondi utili al recupero, l’area subirà un progressivo e inesorabile degrado. Per ulteriori valutazioni attendiamo il riscontro alle nostre domande".

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