I danni del moralismo con giudizi sommari

dell’On. Maurizio Noci

Alcune questioni sulle quali è meglio riflettere sono sotto gli occhi di tutti. In primis il gravissimo costume di sperperare i soldi pubblici che le istituzioni riconoscono agli eletti per far fronte agli impegni ai quali sono preposti, denari cioè dati ai gruppi politici regionali. Il secondo, e non per ordine di importanza, è il grave mal costume delle tangenti percepite dagli eletti e generosamente elargite dai privati. A tale proposito non è forse meglio, cari magistrati interessati, usare il reato di corruzione al posto di quello di concussione? Il primo colpirebbe tutti gli attori sulla scena, il secondo i “poveri” concussi, che sarebbero i veri corruttori, cui è stata data la possibilità di farla franca ai tempi di Tangentopoli, tanto da poter continuare a imperversare anche sui recenti fatti dell’Expo di Milano che hanno interessato la cronaca nera. I fattacci maleodoranti che si stanno scoprendo a Roma dimostrano come il moralismo, che ha preso piede negli ultimi decenni, sia servito più ad arricchire i moralisti che non a “moralizzare”. D’altro canto lo stesso Sciascia, grande scrittore e pensatore, ci metteva in guardia da coloro che facevano carriera con l’antimafia mentre questa continuava a imperversare.

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