Camera Penale in sciopero

Da tempo, ormai quotidianamente, assistiamo a dotte dissertazioni sulla Costituzione, sulla prescrizione, sulle pene (altrui...) e, più in generale, sulla riforma della Giustizia penale. Non mancano slogan e frasi fatte, ma ci chiediamo quanto il cittadino sia davvero informato dei principi fondamentali sui quali si regge, nell’interesse di tutti, il “giusto processo” previsto dalla Costituzione e quanto egli sia realmente consapevole degli effetti che può avere in concreto, sulla vita delle persone, il mancato rispetto di quei principi, che possono essere messi in pericolo anche da scelte legislative azzardate, dettate solo dalla necessità di mantenere o cercare consenso elettorale.
L’Unione delle Camere Penali Italiane, cui aderisce la Camera Penale distrettuale della Lombardia Orientale costituita dalle sezioni di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova, ha promosso una mobilitazione con astensione dalle udienze per i prossimi 20-21-22-23 novembre, proprio in difesa del principio costituzionale del “giusto processo”, che comprende la terzietà del Giudice rispetto a tutte le altre parti e la ragionevole durata dei processi, nonché della presunzione di non colpevolezza, dei principi fondamentali in materia di libertà personale e della funzione rieducativa della pena: sono principi di garanzia e di libertà che interessano e coinvolgono tutti i cittadini.
Dev’essere chiaro che gli avvocati penalisti protestano contro iniziative che il Governo intende adottare travestendo da bacchetta magica il bastone pesante del diritto penale, senza considerare che anche persone innocenti possono essere travolte da un’indagine e da un processo.
Fino a prova contraria, accertata con una sentenza irrevocabile, tutti sono innocenti.
Coloro i quali vengono, poi, ritenuti colpevoli devono essere dichiarati tali in un tempo ragionevole, così che non scontino a distanza di troppi anni dalla commissione del reato, quando la punizione può avere ancora un senso, per loro e per le vittime.
Per spiegare in modo approfondito le ragioni della nostra protesta è statofissato il giorno 21 novembre 2018, alle ore 10.00, presso la Sala del Mutuo Soccorso in Bergamo, via Zambonate n.33, un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, agli avvocati, agli accademici, ai magistrati, ai dipendenti degli uffici di cancelleria, cui sono stati invitati esponenti politici locali, quale primo passo per evitare produzioni normative avulse dalla realtà ed improvvide iniziative contrarie ai più basilari principi di una società democratica.

 

Tags: 
Territorio: